Sono parecchi giorni che non pratico, non posso dire di sentire una particolare differenza, né nelle energie né nell’umore e nemmeno nelle cose che muovo intorno. Navigando in rete, cercando immagini e file audio legati alla pratica, così, per curiosità, mi sono imbattuto in alcune pagine e testimonianze sul buddismo della Soka Gakkai che mi hanno disturbato un po’.
Senza entrare nel dettaglio, considerando anche che molti racconti personali e anonimi possono essere motivati da ben altre ragioni che da semplice spirito critico, mi sembra di capire che la Soka Gakkai sia considerata in più Stati e da più persone come una setta e non come una religione. In parte è questo che mi ha turbato, ma non solo.
E se certamente devo considerare in primo luogo cosa un percorso dà a me piuttosto che opinioni di persone che nemmeno conosco, devo ammettere che il poter far parte di qualcosa di in qualche modo avvicinabile a una setta mi mette i brividi.
Ma la cosa più importante è che queste letture hanno semplicemente aperto dei dubbi che già mi portavo dentro, delle perplessità che, nell’approccio al buddismo, avevo messo da parte perché convinto di essermi avvicinato a qualcosa di realmente diverso. L’impressione, ora, pensandoci su a mente distaccata e allontanando l’influenza di pareri negativi, è che in fondo non sia così diverso. Non so se è per una sorta di mio orgoglio o di spirito anti-religioso che mi contraddistingue, ma l’idea che la mia felicità sia (del tutto o in parte) subordinata alla recitazione di una formula non la posso accettare. Un cattolico praticante potrebbe dirmi che dalla preghiera trae forza e serenità nell’affrontare gli aspetti negativi della vita. Sarei felice per lui, ma respingerei con fermezza l’idea di poter seguire la stessa strada. In questo senso non mi fa troppa differenza che ci si rivolga a un dio o a una buddità interiore da far emergere. E’ un percorso che preferirei poter fare io, solo in quanto essere umano che si confronta con il mondo e l’alterità, ma senza preghiere, senza formule, senza ricette già pronte.
Non lo so. Sono dubbi, pensieri che interrogano il mio essere in ricerca, il mio essere uomo. E probabilmente queste poche parole nemmeno ne rendono la complessità.
Roberto che dire…mi dispiace che tu abbia mollato così in fretta senza capire o percepire qualcosa di più. Ti volevo solo fare un esempio semplice: se una persona desidera avere muscoli va in palestra, se una persona desidera guarire va dal dottore, se una persona desidera percepire la buddità nella sua vita recita nam-myoho-renge-kyo. E’ solo un mezzo che TU usi. In questo percorso, credimi, sei veramente solo con il tuo karma. La tua felicità dipende da nam-myoho-renge-kyo nella tua misura in cui la nostra vita dipende dal cibo e dall’acqua. Che fai per non essere dipendente da queste cose, non bevi e non mangi ???
E’ la stessa cosa. Io non sono dipendente da questa formula ma sicuramente sento la differenza … spero con tutto il cuore che prima o poi la possa sentire anche te … ciao
Ciao
ho avuto notizia del tuo blog da una persona che conosce la persona che ti ha parlato della pratica… insomma una catena!
Anch’io quando ho cominciato a praticare sono stata molto turbata dalle cose che ho trovato in rete; ho avuto sempre la fortuna di “andare fino in fondo”, cioè chiedere, leggere, domandare… andare alle riunioni alzare la mano e dire (con tutto il tono polemico del mondo) “scusa mi spiegate come sarebbe sta storia”….
Le persone che hai davanti sono persone, appunto, che stanno come te nei dieci mondi, e spesso ti trovi davanti persone che praticano da tanti anni e che hanno paura di farsi una domanda: è importante ricordarsi questo.
Però nello stesso tempo, il buddismo esiste solo nell’esperienza delle persone, quindi andare alle riunioni o incontrare altri praticanti e capire come usare la pratica è importante…
Quello che mi viene da dirti è: vai fino in fondo, non fermarti davanti ai commenti di qualcun altro; prova, sperimenta, fai domande, leggi, cerca di rispondere ai tuoi dubbi con i tuoi esperimenti di fede e con le testimonianze delle altre persone….altrimenti ti perdi qualcosa!
Per altre fonti di informazione su internet, posso consigliarti anche il sito del Cesnur. Introvigne, il direttore del Centro studi nuove religioni, è di Azione cattolica ma ha una posizione molto interessante (e secondo me giusta) sulle sette, lì sopra trovi molti spunti. (www.cesnur.org)
Io ho fatto una tesi sulla Soka Gakkai, se ti interessa te la giro.
Ciao e in bocca al lupo!
Il buddismo “de noantri” – visto che i buddisti veri non lo riconoscono – è solo un modo per rafforzare l’ego di chi lo pratica.
Un modo per poter camminare nel mondo come un elefante, senza neanche essere sfiorati dal dubbio.
Tutte le persone che praticano che ho conosciuto hanno un’aggressività e un’arroganza che mi ha sempre lasciato di stucco…alla faccia della compassione!
Cari buddisti de noantri, voi si che vi raccontate un sacco di balle manipolando la sofferenza di chi si rivolge a voi – perché tanto quelli che arrivano alla soka gakkai sono tutte persone sofferenti.
Non sapete quanta tristezza mi fa sentirvi parlare. Siete dei muri di gomma. Vi confrontate solo con voi stessi e avete perso, a forza di rincoglionirvi, il senso dell’umanità (non della realtà. quello ce l’avete ben presente, eccome!) Ogni desiderio diventa lecito, ogni azione diventa giustificata. Invece che accettare la vita come vi arriva avete l’arroganza di volerla cambiare – tanto non ci riuscite, la vostra è solo una grande illusione! – secondo parametri che niente hanno a che fare con i valori buddisti.
Roberto scappa finché sei in tempo. I tuoi dubbi sono sacrosanti. Ascoltali perché ti stanno dicendo la verità e ti stanno dicendo che sei ancora sano. Non gli hai ancora regalato la tua testa e la tua anima a questi manipolatori.
Scappa. E se proprio vuoi dare un senso alla tua vita…guardati intorno. non hai che l’imbarazzo della scelta. Ma certo non lo troverai in una formula che ti ha appiccicato addosso qualcun altro per rincoglionirti e di cui tu forse non conoscerai mai il vero significato.
Parlo per esperienza diretta. Perché ho provato e perché conosco persone spietate che si riempiono la bocca di falso buddismo. Vai a parlare con qualche monaco buddista vero. ti accorgerai da solo della differenza.
Caro Roberto, non ti conosco ma ti do lo stesso un consiglio di cuore: scappa via veloce e non voltarti indietro!
Caro Roberto conosco i tuoi dubbi ne ho avuti e ne ho ancora cio’ nonostante pratico da diversi anni .Vorrei ,se posso ,darti la mia esperienza.Conosco,anche se in modo superficiale, diversi tipi di buddismo ne sono sempre stata attratta per mia natura.Trovo che sia molto piu realista di altre religioni che vedono un essere supremo che coordina le cose della vita .Risponde alla mie sensazioni ,mi sento in accordo,Non un Dio ma l’uomo e la sua natura ,complessa ,nel bene e nel male responsabile delle proprie azioni ,artefice del proprio e dell’altrui destino.Ho iniziato a praticare il buddismo di Nichiren Daishonin perchè è stato il piu accessibile sotto tutti i punti divisa.Non faccio piu parte della soka gakkai da qualche anno e se vuoi un’altra volta ti diro’ il motivo.Pratico sempre perchè il gohonzon è nella mia vita anzi è la mia vita…e mi da una grande libertà .Per quanto riguarda i benefici materiali ce ne sono stati tanti e puo sembrare una contraddizione ma ho compreso che sono un espediente per consolidare la fiducia nel Sutra del Loto. I grandi cambiamenti non avvengono quasi mai in tempi brevi ,se non ci fossero dei benefici tangibili chi di noi si metterebbe li a recitare mattina e sera parole incomprensibili?Daltronde anche il Cristo se non avesse fatto cose sorprendenti chi lo avrebbe seguito? I desideri terreni sono illuminazione, Non sono diventata per questo ricca tuttaltro,ma la qualità della mia vita è cambiata,sento una grande forza vitale ,finalmente dopo tanti anni sento la forza della recitazione , non mi sento fanatica,e non voglio fare proseliti ,rispetto le opinioni altrui .un saluto Lisa